La lunga notte di Sestriere non comincia per le strade e non si snocciola nell'intenzione di apparire a tutti i costi. Lontano da Medals Plaza, dall'euforia collettiva di via Roma e piazza Castello, c'è un mondo fatto di atleti e personaggi (più o meno) noti che, in fuga dal villaggio-chioccia, scelgono di trascorrere le loro serate chi in compagnia di amici e di un bicchiere di vino. Ecco allora Kristian Ghedina, reduce da una gara non proprio entusiasmante, far visita a Piemonte Space, sorridere comunque e distribuire foto e autografi.
Le ho vissute poco perché ho iniziato le prove prima dell'inaugurazione ed ho finito la gara a due giorni dalla stessa. Le ho vissute lentamente perché sono sceso molto piano! Ho preso due secondi, speravo di venire giù più velocemente.
La mia cattiva preparazione, dovuta a problemi fisici che ho avuto questa estate. A gennaio mi sono allenato tantissimo e sono arrivato alla gara scarico e non sciolto. La neve era aggressiva e difficile da interpretare e bisognava mollare lo spigolo molto velocemente. In fase di discesa dovevi appiattire lo sci molto velocemente per non perdere tempo. Ho accumulato ritardo in tutta la pista da cima a fondo.
Si sta benissimo, ho mangiato bene e sono contento, ringrazio tutti.
Tanti atleti escono la sera a far festa. Anche a me piacerebbe uscire di notte, ma la gara è più importante. Se vado a dormire tardi, soprattutto dopo mezzanotte, non sto bene il giorno dopo. Le ore in cui riesco a riposare prima della mezzanotte sono le migliori, il giorno dopo scio bene, rilassato e sciolto.
Durante la serata di ieri, Ghedina, consapevole che i risultati non saranno più quelli di una volta, ha brindato alla sua lunga carriera.